Nel dibattito sul gioco responsabile, si parla quasi sempre di due attori: l’operatore, che deve mettere a disposizione strumenti di tutela, e il giocatore, che dovrebbe usarli. C’è però una terza figura che raramente viene chiamata in causa, nonostante occupi una posizione strategica nella filiera: l’affiliato. Chi promuove piattaforme di scommesse, casinò e poker online attraverso contenuti, recensioni e comparazioni, ha un’influenza concreta sulle scelte degli utenti. E con quell’influenza arriva una responsabilità che il settore sta iniziando a prendere sul serio.
Il ruolo dell’affiliato nella filiera del gioco
L’affiliato è spesso il primo punto di contatto tra un potenziale giocatore e una piattaforma di gioco. Una persona che cerca informazioni su un operatore e confronta i bonus, nella maggior parte dei casi atterra su un contenuto prodotto da un affiliato. Questo significa che il modo in cui quel contenuto è scritto, il tono che usa e le informazioni che sceglie di includere o omettere, hanno un peso reale sulle decisioni di chi legge.
Non a caso, un articolo che enfatizza esclusivamente i bonus senza mai menzionare i requisiti di puntata, che presenta il gioco come un’opportunità di guadagno o che spinge alla registrazione con toni di urgenza artificiale, non sta solo facendo cattivo marketing, ma sta anche contribuendo a creare aspettative distorte in un contesto dove la distorsione delle aspettative può avere conseguenze serie.
La normativa italiana sulla pubblicità del gioco d’azzardo
L’Italia ha una delle legislazioni più restrittive d’Europa in materia di pubblicità del gioco: il Decreto Dignità del 2018 ha vietato qualsiasi forma di pubblicità diretta e indiretta per giochi e scommesse, con eccezioni limitate. Per gli affiliati, questo ha significato un cambiamento radicale nel modo di lavorare: non è più possibile utilizzare banner promozionali, call-to-action aggressive o messaggi che incentivino la partecipazione al gioco.
Il confine tra informazione e promozione, in questo contesto, è il terreno su cui si gioca la legittimità stessa dell’attività di affiliazione. I contenuti informativi, le guide e le analisi comparative restano leciti nella misura in cui non assumono carattere promozionale, una distinzione che richiede attenzione costante e una conoscenza aggiornata del quadro normativo.
Oltre la compliance: una scelta di posizionamento
Rispettare la legge è, quindi, il minimo. Quello che distingue un affiliato consapevole da uno che si limita a non violare le regole, è però la scelta attiva di integrare il gioco responsabile nella propria comunicazione, che, nella pratica, si traduce in alcune scelte editoriali precise. Le elenchiamo su suggerimento di https://affiliation.bet/, agenzia online esperta in affiliazione nel settore del gioco d’azzardo digitale.
Includere sempre, nei contenuti che trattano piattaforme di gioco, informazioni sugli strumenti di autolimitazione disponibili (come, per esempio, limiti di deposito e di perdita o periodi di autoesclusione). Poi, non presentare il gioco come una fonte di reddito o un’attività priva di rischi. Ancora, evitare di rivolgersi a un pubblico vulnerabile con messaggi costruiti per creare urgenza. Infine, segnalare i riferimenti utili per chi avverte i segnali di un rapporto problematico con il gioco.
Scelte che in apparenza vanno contro l’interesse commerciale dell’affiliato, perché riducono la spinta alla conversione, ma che, in realtà, costruiscono qualcosa di più durevole: la credibilità. Un sito che tratta il proprio pubblico con rispetto, che non nasconde le informazioni scomode e che dimostra consapevolezza del contesto in cui opera, è un sito su cui gli utenti tornano. Ed è un sito che Google, nell’ambito dei criteri E-E-A-T, tende a premiare.
Il mercato italiano dell’affiliazione gambling è cresciuto molto negli ultimi anni, ma sul tema del gioco responsabile c’è ancora strada da fare. Troppi contenuti trattano l’argomento come un disclaimer obbligatorio da inserire in fondo alla pagina, invece che come parte integrante della propria linea editoriale.
Eppure, chi lavora in questo settore, ha la possibilità di fare la differenza, non perché lo impone la legge, ma perché promuovere piattaforme di gioco portandosi dietro anche la responsabilità di farlo nel modo giusto, è l’unica strada che, nel lungo periodo, ha senso percorrere.
