Genuri sceglie la cultura e traccia la strada per il futuro

Una giornata destinata a rimanere nella storia della comunità di Genuri quella del 30 maggio 2026. Un giorno che ha visto convergere cultura, identità, ricerca archeologica e visione amministrativa in un unico grande progetto di sviluppo territoriale.

Alla presenza di numerose autorità istituzionali, rappresentanti del Parlamento, del Consiglio Regionale e di molti Sindaci del territorio, si è svolta l’inaugurazione della Mostra Archeologica Permanente “Il Nuraghe San Marco – Storia di un Insediamento dal Nuragico all’Alto Medioevo” e la contestuale sottoscrizione del Protocollo d’Intesa tra il Comune di Genuri e il Comune di Barumini per la valorizzazione e la gestione integrata dei rispettivi patrimoni culturali.

Una partecipazione ampia e qualificata che ha testimoniato l’attenzione e la condivisione attorno a un progetto che supera i confini comunali e si propone come modello di cooperazione territoriale per l’intera Marmilla.

Particolarmente significativa la presenza della Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Cagliari, il Sud Sardegna e la Provincia di Oristano, Dottoressa Elena Anna Boldetti, la cui partecipazione ha conferito ulteriore prestigio e valore istituzionale all’evento.

L’inaugurazione della mostra rappresenta il punto di arrivo di un percorso lungo oltre un decennio, caratterizzato da campagne di scavo, studi, catalogazione e restauri che hanno consentito di riportare alla luce una straordinaria testimonianza della storia della Sardegna.
Un risultato che porta in maniera indelebile la firma scientifica dell’archeologa Dottoressa Gianfranca Salis, che per anni ha seguito con passione, competenza e dedizione le attività di ricerca nel Nuraghe San Marco, contribuendo in modo determinante alla conoscenza e alla valorizzazione del sito.

La mostra raccoglie e restituisce alla collettività reperti di straordinario valore storico e identitario, consentendo ai visitatori di ripercorrere la storia dell’insediamento dal periodo nuragico fino all’Alto Medioevo. Un percorso culturale che trova il suo naturale completamento nella visita all’Area Archeologica del Nuraghe San Marco, oggi fruibile anche in orario serale e notturno, offrendo un’esperienza unica nel panorama regionale.

La giornata è stata inoltre impreziosita dalla firma del Protocollo d’Intesa con il Comune di Barumini, un accordo che pone le basi per una collaborazione strategica finalizzata alla valorizzazione integrata dei beni culturali e alla costruzione di una rete territoriale capace di generare sviluppo, occupazione e nuove opportunità per le comunità locali.

Determinante, in questo percorso, è stato il contributo di quanti hanno creduto fin dall’inizio nella visione del progetto, a partire dall’esperienza e dalla disponibilità offerte da Emanuele Lilliu, che ha accompagnato i primi passi del percorso mettendo a disposizione competenze e conoscenze maturate nella gestione del sistema culturale di Barumini.

Fondamentale anche il lavoro degli uffici comunali, dei responsabili di servizio, dei tecnici e di tutti coloro che hanno contribuito a trasformare un’idea ambiziosa in una realtà concreta e oggi pienamente fruibile.

«Il 30 maggio – spiega il Sindaco Sandro BrancaGenuri decide di sposare la cultura, l’identità, la storia. Con l’inaugurazione della Mostra Archeologica Permanente “Il Nuraghe San Marco – Storia di un Insediamento dal Nuragico all’Alto Medioevo”, armoniosamente coniugata alla possibilità di visitare, anche in notturno, l’omonimo Nuraghe, e con la sottoscrizione del Protocollo d’Intesa con il Comune di Barumini per la gestione congiunta dei siti di interesse storico-culturale, Genuri segna la sua strada per il futuro. Una strada fondata sulla consapevolezza delle proprie radici, sulla valorizzazione del patrimonio e sulla convinzione che la cultura possa e debba essere motore di sviluppo, coesione sociale e crescita economica. Oggi non inauguriamo soltanto una mostra e non firmiamo soltanto un accordo: oggi consegniamo alla nostra comunità una visione e una prospettiva per le generazioni che verranno.»

Con questa giornata Genuri non celebra soltanto il proprio passato. Lo trasforma in una leva concreta per costruire il proprio domani.


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