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Barumini, una storia che nasce dall’età della pietra

Pubblicato da Super_User 9 Novembre 2015

Barumini, uno dei tantissimi comuni presenti in Sardegna, ha alle sue lunghe spalle una storia millenaria, che parte dall’età della pietra fino ai giorni moderni.

Barumini, il comune che sorge in tempi antichi.

Sin dall’antichità Barumini era un luogo abitato in Sardegna: punici e fenici si insidiarono in questa zona della regione, visto che alcuni scavi hanno permesso di effettuare il ritrovamento di tantissimi reperti che ne testimoniano la loro presenza.

In particolar modo, Barumini venne colonizzata in ben trentuno punti, mentre nell’epoca medievale, tali villaggi aumentarono, divenendo trentacinque.
Oggetti di utilizzo comune, come posate e piatti ma anche pettini ed altri, vennero ritrovati: inizialmente però, questi villaggi sembra che non comunicassero tra di loro, visto che i reperti sono completamente differenti tra di loro, come se ognuno dei vari villaggi avesse un suo stile e le sue usanze, che non furono contaminate dalla presenza degli altri.

La nascita del nuraghe.

Il Nuraghe principale di Barumini risale attorno al 3500 avanti Cristo: la struttura si trovava pressapoco nel centro del paese, e veniva chiamano Nuraxi’ e Cresia.
Intorno a questa imponente struttura, sorgevano alcune capanne rudimentali e ciò fa presupporre che, almeno inizialmente, in nuraghe venne utilizzato come villa da parte dei potenti e importanti romani, che colonizzarono il paese.

La scelta di far sorgere un centro abitato, in questa particolare zona della Sardegna, era motivata da due elementi: prima di tutto, i terreni che circondavano il nuraghe erano fertili e permettevano di coltivare cereali ed altre tipologie di piante.

Anche per il pascolo, che rappresentava la forma di economia maggiormente sviluppata, quei terreni erano perfetti. Secondariamente, la presenza del Riu Pidòngia forniva acqua al villaggio, soprattutto durante il periodo di piena.

Nel corso della sua storia, seppur Barumini si sia evoluta, il nuraghe rappresenta il luogo centrale del comune, come se la storia si fosse fermata a quei periodi lontani nella storia.

La nascita dell’attuale Barumini.

Dopo l’insediamento romano, il comune di Barumini viene venduto ripetutamente da marchese a marchese: l’ultimo dato di compravendita risale al XVI secolo, quando Pietro di Rocalberti, su autorizzazione di Carlo V, decide di vendere Barumini al Presidente di Cagliari, ovvero a don Azzor Zapata, il quale decise di effettuare una vasta gamma di cambiamenti, che diedero la forma all’attuale comune.

Da quel periodo in poi, Barumini non subì grossi cambiamenti: oggi infatti è possibile vedere alcune case in stile antico, che compongono la creazione di un comune dal sapore antico e dalle usanze tradizionali, che permettono a chiunque di poter sentire il clima di una Sardegna rimasta fedele alle sue origini.

Oltre alle varie case rurali, a Barumini vi sono anche dei palazzi maggiormente moderni, nonché dei portali ad arco, che nel corso della storia del comune, sono riusciti a sopravvivere alle guerre e ad altre situazioni senza mai subire dei particolari danni.

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