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Oggi statisticamente nell’ex area mineraria ci sono più contadini

BARUMINI. Da subito è stata indicata con la quanto mai suadente etichetta ne di “Provincia verde” (perché è indubbio che la vitalità del territorio è ormai garantita quasi esclusivamente dagli agricoltori), ma a scartabellare tra i numeri degli operatori delle campagne regolarmente iscritti all’Inps si ricava ciò che mai ci si aspetterebbe. Infatti, anche se il paese de “Su Nuraxi” capeggia infatti tra i Comuni con oltre 50 imprese che coltivano le leguminose da granella e da foraggio, a far la parte del leone sono quelli ricadenti nel bacino minerario del guspinese-arburese.
Strano ma vero i comuni con un passato recente più orientato alle attività minerarie, industriali e commerciali, curiosamente, oggi sono riconoscibili tra quelli più rurali del Medio Campidano per numero di addetti occupati in agricoltura in qualità di coltivatori diretti. I centri che dalla loro contano su una vasta area industriale, bellezze paesaggistiche e storico-culturali hanno infatti anche il maggior numero d’imprese agricole con un alto numero di conduttori regolarmente iscritti all’Inps.
Sul gradino più alto del “podio verde” c’è infatti Villacidro con 254 imprese regolarmente iscritte all’Inps. Segue Guspini con 177 iscritti; Samassi con 149; Arbus con 126; Serramanna con 124; Gonnosfanadiga con 111 e Sanluri con 103. Quando si tratta invece di aziende cerealicole che partecipano attivamente al virtuoso progetto “Vivere la Campagna”, lo scettro passa a Sanluri con 122 aziende, seguito da Guspini con 97 aderenti; Villamar con 81 e, a pari merito Serrenti, Sardara, Villanovafranca, Serramanna e Gonnosfanadiga, con oltre 60 imprese per Comune. Come dire che, sfumato il sogno dell’ industrializzazione e mandata in archivio l’attività estrattiva, un po’ da tutte le parti si ritorna a su connottu, a settore primario.

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