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Multe, via al dibattimento

Pubblicato da Redazione 5 Maggio 2011

Sono 136 gli automobilisti parte civile al processo

I primi novantadue automobilisti si erano costituiti parte civile in fase d’udienza preliminare, ma ieri mattina il collegio della prima sezione penale del Tribunale ha sciolto la riserva, ammettendone altri quarantaquattro. A conti fatti, dunque, sono 136 i cittadini multati dall’autovelox di Las Palssas che hanno deciso di partecipare al processo che vede alla sbarra Vincenzo Sergi e Pierluigi Ferraro, funzionario responsabile del Comune e amministratore della Sercom, la società che ha fornito l’apparecchiatura elettronica per il controllo della velocità che, nel giro di qualche anno, ha distribuito una pioggia di multe. Difesi dagli avvocati Gianrico Ranaldi e Luigi Pau, sono accusati di concorso in abuso d’ufficio per l’affidamento dell’appalto e, nel caso del funzionario, anche di falso per il sistema di contestazione delle infrazioni al codice della strada.

DIBATTIMENTO Chiusa la fase delle costituzioni, il presidente del collegio Mauro Grandesso ha dichiarato aperta la fase dibattimentale: i primi testimoni dell’accusa saranno sentiti il 22 giugno. A rappresentate il Comune e la società Sercom saranno gli avvocati Alessandro Meloni e Corrado D’Alessandro, mentre le parti civili sono assistite dai legali Renato Chiesa, Pierandrea Setzu, Claudia Mura e Federico Delitala.

L’ACCUSA L’accusa, ieri in aula col pm Gaetano Porcu, nelle prossime udienze sarà invece affidata al sostituto procuratore Emanuele Secci che ha coordinato le indagini, scattate dopo gli esposti in Procura dell’associazione “La Casa dei diritti”. Al centro della vicenda l’installazione a Las Plassas dell’autovelox che, nel 2006, ha distribuito oltre 16 mila sanzioni. Secondo l’accusa l’apparecchiatura sarebbe stata piazzata senza gara d’appalto alla Sercom (che per contratto otteneva il 37 per cento degli importi delle contravvenzioni), mentre la Procura ha contestato anche il sistema di contestazione delle sanzioni.

Fonte: Unione Sarda, Giovedì 05 maggio 2011

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